feb 11 2012
Tre morti in poche ore nelle carceri italiane
ROMA – Tre morti nelle ultime ore negli istituti di pena italiani. Il segretario generale della Uil-penitenziari, Eugenio Sarno, ha reso noto che intorno alle 7 di questa mattina un uomo di 39 anni, D.R.M., è stato trovato senza vita nel proprio letto nel carcere bolognese della Dozza. A scoprirlo è stato il suo compagno di cella. “Dalle prime notizie parrebbe che la morte sia sopravvenuta per cause naturali (probabile infarto). Il detenuto scontava una pena per rapina, spaccio internazionale, sequestro di persona ed altro. Avrebbe terminato la detenzione nel 2024″, ha precisato Sarno.
A Campobasso è morto in ospedale il detenuto napoletano che si era sentito male in carcere. Era in prigione per associazione a delinquere e rapina. Donato Capece, segretario generale del Sappe, la prima e più rappresentativa organizzazione di categoria, ha sottolineato ancora una volta le criticità delle carceri molisane: “Campobasso ha una disponibilità regolamentare per 112 posti letto ma i presenti al 31 gennaio scorso erano 136, Isernia ha 70 posti letto occupati da 81 persone e Larino conta 293 detenuti per 219 posti regolamentari. E’ evidente che questo sovraffollamento contribuisce ad acuire lo stress e le già gravose condizioni di lavoro dei poliziotti penitenziari e condiziona inevitabilmente la serenità all’interno delle sezioni detentive”.
Infine a Roma un uomo di 30 anni è morto a Regina Coeli. Anche lui è stato trovato cadavere nella sua cella, nella IV sezione del penitenziario storico della capitale. Era in carcere dallo scorso novembre, in attesa di giudizio per reati connessi alla droga. Ieri pomeriggio aveva avuto un colloquio con i suoi familiari. Osservando che si tratta del “secondo decesso in meno di un mese a Regina Coeli”, il garante dei detenuti Angiolo Marroni ha chiesto che “la magistratura faccia luce” e che “si prenda atto che la struttura non è, ormai, più in grado di garantire condizioni di detenzione accettabili”.
Da “La Repubblica” 11/02/2012
A Campobasso è morto in ospedale il detenuto napoletano che si era sentito male in carcere. Era in prigione per associazione a delinquere e rapina. Donato Capece, segretario generale del Sappe, la prima e più rappresentativa organizzazione di categoria, ha sottolineato ancora una volta le criticità delle carceri molisane: “Campobasso ha una disponibilità regolamentare per 112 posti letto ma i presenti al 31 gennaio scorso erano 136, Isernia ha 70 posti letto occupati da 81 persone e Larino conta 293 detenuti per 219 posti regolamentari. E’ evidente che questo sovraffollamento contribuisce ad acuire lo stress e le già gravose condizioni di lavoro dei poliziotti penitenziari e condiziona inevitabilmente la serenità all’interno delle sezioni detentive”.
Infine a Roma un uomo di 30 anni è morto a Regina Coeli. Anche lui è stato trovato cadavere nella sua cella, nella IV sezione del penitenziario storico della capitale. Era in carcere dallo scorso novembre, in attesa di giudizio per reati connessi alla droga. Ieri pomeriggio aveva avuto un colloquio con i suoi familiari. Osservando che si tratta del “secondo decesso in meno di un mese a Regina Coeli”, il garante dei detenuti Angiolo Marroni ha chiesto che “la magistratura faccia luce” e che “si prenda atto che la struttura non è, ormai, più in grado di garantire condizioni di detenzione accettabili”.
Da “La Repubblica” 11/02/2012
feb 9 2012
Monza – Emergenza freddo in carcere
I sindacati: i detenuti si scaldano coi fornellini, bisogna intervenire
— MONZA —
CARCERE AL GELO. Le caldaie vanno a singhiozzo e in ampie zone dell’istituto, dal detentivo agli uffici e alla caserma degli agenti di polizia penitenziaria, i caloriferi sono freddi quanto l’acqua che esce dai rubinetti e dalle docce. «La situazione è difficile – denuncia Domenico Benemia, segretario regionale della Uil penitenziari -. Il problema riguarda un po’ tutto l’istituto. In molte sezioni il riscaldamento non funziona e i detenuti si devono scaldare con i fornellini a gas che hanno nelle celle. E anche nelle camerate non si va meglio come nei posti di guardia all’esterno e sui camminamenti. Ci siamo attrezzati con delle stufette elettriche ma non riscaldano mai abbastanza con le temperature polari che ci sono, soprattutto durante la notte». Per questo Benemia chiede «un intervento urgente altrimenti partiremo con uno stato di agitazione». L’emergenza freddo riguarda comunque tutta la città. Particolare attenzione è rivolta soprattutto ai senzatetto. Tanto che venerdì un clochard è stato salvato in extremis dall’assideramento. Soltanto grazie all’intervento del custode di un giardino pubblico si è evitata la tragedia. È successo pochi minuti prima delle 20 al parco di via Azzone Visconti. Quando il custode è arrivato per chiudere il cancello d’ingresso ha notato il corpo di un uomo sdraiato su una panchina. Ha provato a svegliarlo invitandolo a uscire perché il giardino stava chiudendo, ma non ha ottenuto risposta. A quel punto ha chiamato il 118. Quando i soccorritori sono arrivati, hanno trovato il clochard con un principio di assideramento, non riuscendo ad alzarsi e a muovere gambe e braccia. Quindi è stato accompagnato al Policlinico di via Amati.
PROPRIO per scongiurare situazioni di questo tipo il Comitato provinciale della Croce Rossa in questi ultimi giorni di neve e di freddo ha potenziato le Unità di strada e soprattutto, grazie al Comune di Monza, ha aumentato il numero di letti disponibili (oggi a quota 18) nella tenda riscaldata allestita dai volontari in via Spallanzani. «Un servizio che si svolge in silenzio, senza sirene né lampeggianti – le parole del commissario della Cri di Monza e Brianza, Mirko Damasco -, come troppo spesso è silenziosa la sofferenza di chi vive in condizione di totale indigenza.
Noi offriamo un posto caldo per la notte, vestiti e il nostro supporto sanitario e psicologico. Ma, per riuscire a rispondere ai bisogni di coloro che le nostre Unità di strada incontrano durante le uscite, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutta la popolazione, che possa portarci coperte, indumenti e cibo».
Da Il Giorno Monza e Brianza
— MONZA —
CARCERE AL GELO. Le caldaie vanno a singhiozzo e in ampie zone dell’istituto, dal detentivo agli uffici e alla caserma degli agenti di polizia penitenziaria, i caloriferi sono freddi quanto l’acqua che esce dai rubinetti e dalle docce. «La situazione è difficile – denuncia Domenico Benemia, segretario regionale della Uil penitenziari -. Il problema riguarda un po’ tutto l’istituto. In molte sezioni il riscaldamento non funziona e i detenuti si devono scaldare con i fornellini a gas che hanno nelle celle. E anche nelle camerate non si va meglio come nei posti di guardia all’esterno e sui camminamenti. Ci siamo attrezzati con delle stufette elettriche ma non riscaldano mai abbastanza con le temperature polari che ci sono, soprattutto durante la notte». Per questo Benemia chiede «un intervento urgente altrimenti partiremo con uno stato di agitazione». L’emergenza freddo riguarda comunque tutta la città. Particolare attenzione è rivolta soprattutto ai senzatetto. Tanto che venerdì un clochard è stato salvato in extremis dall’assideramento. Soltanto grazie all’intervento del custode di un giardino pubblico si è evitata la tragedia. È successo pochi minuti prima delle 20 al parco di via Azzone Visconti. Quando il custode è arrivato per chiudere il cancello d’ingresso ha notato il corpo di un uomo sdraiato su una panchina. Ha provato a svegliarlo invitandolo a uscire perché il giardino stava chiudendo, ma non ha ottenuto risposta. A quel punto ha chiamato il 118. Quando i soccorritori sono arrivati, hanno trovato il clochard con un principio di assideramento, non riuscendo ad alzarsi e a muovere gambe e braccia. Quindi è stato accompagnato al Policlinico di via Amati.
PROPRIO per scongiurare situazioni di questo tipo il Comitato provinciale della Croce Rossa in questi ultimi giorni di neve e di freddo ha potenziato le Unità di strada e soprattutto, grazie al Comune di Monza, ha aumentato il numero di letti disponibili (oggi a quota 18) nella tenda riscaldata allestita dai volontari in via Spallanzani. «Un servizio che si svolge in silenzio, senza sirene né lampeggianti – le parole del commissario della Cri di Monza e Brianza, Mirko Damasco -, come troppo spesso è silenziosa la sofferenza di chi vive in condizione di totale indigenza.
Noi offriamo un posto caldo per la notte, vestiti e il nostro supporto sanitario e psicologico. Ma, per riuscire a rispondere ai bisogni di coloro che le nostre Unità di strada incontrano durante le uscite, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutta la popolazione, che possa portarci coperte, indumenti e cibo».
Da Il Giorno Monza e Brianza


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